Ciao, il mio nome è Fulvia Campo e sono una Make Up Artist.

Ho sempre avuto una personalità, come dire… Artistica. Già da bambina mi dilettavo in quasi ogni forma d’arte, dal disegno al ricamo, ed il passaggio al mondo della cosmesi è stata praticamente una scelta ovvia, una volta capito che un volto non è altro che… una tela un po’ diversa e tridimensionale. L’approccio al mondo del teatro ha poi sancito definitivamente questa passione: guardavo 2, 3 volte al giorno le repliche del Musical Notre Dame de Paris e restavo incantata a contemplare quei trucchi meravigliosi che riuscivano a caratterizzare i personaggi già al primo sguardo. Successivamente il teatro mi sono messa a farlo per un paio di anni, avendo così l’opportunità di studiare più da vicino le tecniche del make up teatrale. Ma questa passione senza solide basi sarebbe probabilmente rimasta tale, pertanto in un secondo momento ho deciso di studiare make up in maniera più seria, seguendo qualche corso di formazione che mi ha permesso di padroneggiare delle solide conoscenze teoriche.

Contemporaneamente allo studio del make up ho portato avanti parallelamente anche un percorso di studi scientifico e umanistico, che mi ha condotta alla tanto agognata laurea in psicologia il 1 Marzo 2017 e che mi permetterà di specializzarmi nell’ambito delle neuroscienze cognitive.

Dal 2018 sono inoltre membro del Mensa, una Società ad alto quoziente intellettivo.

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Ho numerosi interessi. Non ho mai abbandonato il disegno a matita, anche se di tanto in tanto mi piace cimentarmi con qualche tecnica pittorica. Ho sempre fatto sport, adoro cucinare e ogni tanto mi diletto a realizzare qualche cosplay, attività che unisce la mia passione per i videogiochi, quella per il cucito e ovviamente quella per il make up! Inoltre passo veramente tanto, tantissimo tempo a leggere: riesco a divorare interi libri in mezza giornata, e quando non ho più nulla da leggere… Rileggo i libri che ho apprezzato di più! In compenso ho un grossissimo difetto di fabbrica: per par conditio, non amo guardare film. E odio la pioggia, quindi lo stereotipo della classica serata invernale non esercita alcun fascino su di me.